giovedì, 31 gennaio 2008

Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e sul territorio

Bassano del Grappa – Tezze sul Brenta

Comunicato stampa del 30.01.2008


Nella mattinata di mercoledì 30 gennaio si è svolto, davanti al Tribunale di Bassano del Grappa, un presidio di lotta organizzato dal nostro comitato.

L’iniziativa aveva lo scopo di protestare contro la richiesta di archiviazione dell’inchiesta giudiziaria relativa ai numerosi casi di decessi riscontrati tra gli operai della Tricom/Galvanica PM di Tezze sul Brenta che hanno lavorato a contatto con le polveri di cromo 6 ed altri metalli pesanti utilizzati nel processo di lavorazione.

L’iniziativa ha avuto un buon successo: circa una 50na i partecipanti che, dati alla mano, hanno informato sui costi del profitto nel nostro paese, sui morti sul lavoro e di lavoro (per malattie professionali) in spaventosa crescita, sull’assenza di prevenzione, sull’aumento di flessibilità e mobilità della forza lavoro, all’origine dell’incremento di molti infortuni.

Il G.I.P. si è riservato di decidere in merito all’archiviazione nei prossimi giorni.

La manifestazione si è chiusa alle ore 12; solidarietà alla lotta è stata espressa da molti comitati tra i quali segnaliamo per la loro presenza il Comitato per la difesa della salute di Sesto s.Giovanni (MI) ed il Presidio di SanPietro di Rosà (VI).

Grazie per la diffusione e cordiali saluti.

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lunedì, 28 gennaio 2008

Se essa società sa, e lo sa fin troppo bene, che queste migliaia di individui devono cadere vittima di tali condizioni e nondimeno lascia persistere la cosa, questo è appunto un assassinio premeditato, come un’azione individuale, soltanto un assassinio più celato, più perfido, un assassinio contro il quale nessuno si può difendere, che non sembra tale, perché non se ne vede l’autore, perché è opera di tutti e di nessuno, perché la morte della vittima sembra naturale e perché è meno un peccato di azione e piuttosto un peccato di omissione”

F. Engels, La condizione della classe operaia in Inghilterra, 1845.


UN LAVORO PER VIVERE, NON PER MORIRE !

Contro l’insabbiamento dell’inchiesta Tricom/Galvanica PM

Giustizia per gli operai morti di lavoro!



Dopo anni di colpevole silenzio o indifferenza da parte di istituzioni, partiti, sindacati e magistratura, tutti a conoscenza del problema, c’è ora il serio pericolo che venga archiviato il processo a carico dei titolari e dei dirigenti della TRICOM/ GALVANICA PM di Tezze sul Brenta, finalizzato ad accertare la loro responsabilità per la morte e la malattia di molti loro dipendenti, che in quella fabbrica lavoravano a contatto con il cromo 6 e altre sostanze nocive.

Il 30 gennaio 2008 alle 10:00, il Tribunale di Bassano del Grappa deciderà in merito alla richiesta di archiviazione.

Sul lavoro e di lavoro (per malattie professionali) in Italia si continua a morire: anche nello scorso anno il numero di lavoratori deceduti per infortuni sul posto di lavoro ha superato il limite dell’anno precedente. Alle tragedie di Torino e Marghera, allo stillicidio quotidiano di morti (4/5 al giorno dall’inizio dell’anno), fa da sfondo la strage silenziosa di migliaia di lavoratori per amianto, cloruro di vinile monomero (CVM), o cromo 6, come a Tezze. Gli infortuni e le malattie professionali sono il risultato di ritmi e condizioni di lavoro insicuro ed insalubre dovuti all’intensificazione dello sfruttamento; la flessibilità dell’occupazione mantiene i lavoratori sotto la costante minaccia di licenziamento e impedisce loro di avere la preparazione necessaria per assolvere ai loro compiti in modo adeguato alla sicurezza

La prevenzione? Ha il difetto di essere poco remunerativa per le strutture aziendali e quanto al servizio sanitario nazionale, ora che la sanità è in via di privatizzazione, ha trasformato la salute in una merce e la malattia in un affare.

Lo sfruttamento, la malattia e la morte delle classi lavoratrici corrispondono al massimo profitto possibile per i padroni. Negli ultimi 10 anni i profitti sono cresciuti del 90%, i redditi del 5%.

Senza una forte mobilitazione del movimento dei lavoratori, le normative in materia di sicurezza rimarranno lettera morta e le condizioni di lavoro e di vita peggioreranno di giorno in giorno. Mai si è visto, nel nostro paese, un padrone condannato per omicidio colposo andare in galera e l’ennesima commissione parlamentare d’inchiesta sulle “morti bianche” non concluderà niente.

Dobbiamo favorire l’iniziativa degli stessi operai e lavoratori per la ripresa di una nuova forte lotta per la salute dentro e fuori i luoghi di lavoro. Non può esistere tregua o subalternità alle ragioni dell’impresa.

Organizziamoci per difendere la nostra salute, contro un sistema che ha privilegiato e continua a privilegiare il profitto dei padroni, a scapito della vita e della salute dei lavoratori e del territorio.

PRESIDIO DI LOTTA DAVANTI AL TRIBUNALE DI BASSANO (via Marinali)

MERCOLEDI’ 30 GENNAIO 2008, DALLE ORE 10.00


Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio

Salute.Tezze@libero.it

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sabato, 26 gennaio 2008
Relazione Serata 25/01/2008

Relatori iniziali
Curzio Bettio - di “Soccorso Popolare” Chimico
Enzo Merler – Registro Mesoteliomi del Veneto Dottore

Relatori aggiunti

Paolo Sarto – Spisal
Sig. Correr (non ricordo il nome) – Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

Le persone in sala occupavano tutte le sedie e molte sono rimaste in piedi, quindi direi che in tutto saranno state una settantina. Inoltre ci sono stati almeno 10 contatti tramite la video conferenza, la quale purtroppo ha avuto dei problemi tecnici dovuti al server di diffusione della ripresa.

Il primo relatore  è stato Curzio Bettio il quale ha fatto una dissertazione sul fatto che sul cromo, nelle sue varie forme e per quanto riguarda le sue possibili trasformazioni e non ultimo i danni che può certamente causare è stato scritto molto dalla comunità scientifica internazionale.

Si è soffermato molto sul fatto che la pericolosità del cromo esavalente è data dalla sua capacità di “bucare” la membrana cellulare, soprattuto se inalato a causa di vapori emanati per esempio da vasche di cromatura. Infatti le dimensioni delle particelle emesse ricadono nelle nanopatologie - come Curzio ha spiegato – cioè nelle patologie derivate dalle particelle spesse meno di 0,2 micron. Queste particelle hanno la proprietà di andare in circolo nel corpo umano e quindi nei vari organi (fegato, reni e quant'altro) entro 60 secondi, quindi entrare nel nucleo della cellula e quindi creare dei granulomi, attorno ad essa, i quali possono (ma forse “possono” non rende l'idea della pericolosità) trasformarsi in tumore. Sempre Curzio ha citato il professor Montanari e la Dottoressa Gatti, esperti in nanopatologie e ricerca delle stesse all'interno di tessuti e alimenti tramite un microscopio a scansione ambientale (il quale gli è stato dapprima sottratto dall'università, proprietaria dello stesso, dove lavoravano e successivamente gliene è stato acquistato loro un'altro per la maggior parte grazie alle offerte dei MeetUp italiani NDR).
Curzio infine ha  rilevato che le concentrazioni presenti alla Galvanica erano elevatissime rispetto alle soglie minime richieste, soglie che comunque sono fallaci, in quanto si sa che comunque l'assunzione di cromo esavalente (forma che in natura non esiste) comunque non deve avvenire (soprattuto tramite aerosol).
I limiti fissati dalla legge (testo unico 152/2006) per la presenza di cromati per le acque di falda è di 5 microgrammi/litro di cromo esavalente, ma per le acque potabili si guarda il decreto legislativo 31 del 2001 il quale fissa solamente un limite di 50 microgrammi/litro di cromo totale, il quale è la somma del cromo presente in tutte le sue forme, quindi anche se la maggior parte fosse esavalente, in barba agli altri limiti imposti.

Il secondo relatore, Enzo Merler, ha esposto gli studi che ha fatto in seguito alla  PdfIconrichiesti dello SPISAL di un'indagine per valutare la mortalità tra gli operai della TRICOM di Tezze sul Brenta.
Innanzitutto è stato spiegato che tra gli operai di aziende galvaniche o simili, per capire la quantità di materiale (cromo, nichel eccetera) assorbito, vengono fatti dei prelievi di sangue e urine prima e dopo il turno, e per differenza si capisce l'esposizione degli operai.
Per questa indagine sono stati raccolti dati inerenti ad operai ed ex-operai della Tricom in un ampio arco di tempo, e dal confronto della mortalità per tumore tra gli operai in Tricom e la mortalità dello stesso tipo nel Veneto (che ha già una mortalità molto alta) la Tricom risulta avere un fattore moltiplicativo 3.

Questo dato è talmente anomalo che presupponendo il fumo di sigaretta come possibile causa di mortalità, si dovrebbe ipotizzare che gli operai della Tricom fumassero tutti in maniera anomala rispetto a qualsiasi altro operaio veneto, oppure si può ipotizzare che gli operai della Tricom siano particolarmente sfortunati.

Dopo l'intervento di Enzo Merler ha preso la parola Paolo Sarto dello SPISAL.
Egli ha raccontato un episodio che gli accadde negli anni 80, anni in cui aveva iniziato il suo lavoro di coordinatore allo SPISAL (questo tra l'altro gli impedì di rispondere alle richieste di aiuto a lui fatte da  Erin Bronkovitz ), dovette andare assieme ad altri suoi collaboratori a fare dei prelievi ematici e urinari a operai di due Galvaniche Vicentine, una delle due era la TRICOM. Dopo avere fatto i prelievi dovevano entrare all'interno nell'area in cui venivano svolti i lavori. Non appena si incamminarono, dai megafoni della ditta veniva fatta loro l'esortazione di uscire dall'area della ditta stessa.
Inoltre il dottor Sarto ha spiegato che una volta gli impianti di aspirazione non esistevano, ma venivano utilizzate delle palline da ping pong poste sopra il liquido delle vasche, tale accorgimento oltre che inutile (al pari del mezzo litro di latte offerto agli operai della Tricom ndr) risultava dannoso in quanto non avrebbe che aumentato la superficie utile per l'evaporazione del liquido all'interno della vasca.

Successivamente vi sono stati interventi di comitati e singoli cittadini, per dare la loro solidarietà al comitato organizzatore.

Da segnalare l'intervento del signor Correr, del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia il quale ha fatto un lungo viaggio pur di portare la sua testimonianza e la sua solidarietà al caso di Tezze.

Inoltre sono intervenuti dapprima Daniele Pasinato il quale ha espresso la solidarietà del comitato di San Pietro di Rosà e successivamente la signora Gabriella Milani, la quale ha riportato brevemente la sua esperienza ed il disagio che la sua famiglia ha subito nel momento in cui scoprì e denunciò per prima la presenza di inquinanti nella falda. Inoltre ha denunciato il fatto che sebbene siano state eseguite indagini riguardanti lo stato di salute degli operai, non è mai stata eseguita una indagine epidemiologica tra la popolazione in modo da capire quale incidenza di mortalità/malattia abbia avuto la presenza della Tricom a Stroppari.

Infine il “Comitato di difesa della salute nei luoghi di lavoro e dei cittadini di Tezze sul Brenta” ha ricordato che il 30 Gennaio sarà Presente a Bassano, davanti al tribunale  dalle 10:00, dove si deciderà se archiviare o meno il processo che dovrà fare chiarezza sulle morti avvenute tra gli operai della Tricom.
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giovedì, 17 gennaio 2008

NO

ALL’ARCHIVIAZIONE DELL’INCHIESTA

TRICOM/GALVANICA PM

GIUSTIZIA PER GLI OPERAI MORTI DI LAVORO!

Dopo anni di colpevole silenzio o indifferenza da parte di istituzioni, partiti, sindacati e magistratura, tutti a conoscenza del problema, c’è ora il serio pericolo che le responsabilità di titolari e dirigenti della Tricom/Galvanica PM nei riguardi dei lavoratori che sono morti, di coloro che si sono ammalati o che si ammaleranno a causa del cromo 6 e delle altre sostanze nocive usate sul luogo di lavoro, vengano definitivamente insabbiate.

Il 30 gennaio 2008 il Tribunale di Bassano del Grappa deciderà in merito alla richiesta di archiviazione del GIP.

Venerdi’ 25 gennaio 2008 – ore 20.30

presso la sala comunale del municipio di Tezze sul Brenta (p.zza Vittoria)

ASSEMBLEA PUBBLICA

Sulla lavorazione industriale del cromo 6 e le conseguenze sulla salute dei lavoratori

Interverranno:

dr. Enzo Merler del Registro Regionale Veneto dei casi di mesotelioma

- valutazione della mortalità dei dipendenti alla Tricom/Galvanica PM -

Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova - Chimico

Opponiamoci all’ennesimo insabbiamento, lottiamo contro un sistema che ha privilegiato e continua a privilegiare la logica del profitto, a scapito della vita e della salute umana.

PRESIDIO DI LOTTA DAVANTI AL TRIBUNALE DI BASSANO

MERCOLEDI’ 30 GENNAIO, DALLE ORE 10.00

Le morti sul lavoro e di lavoro non sono mai una fatalità

Partecipiamo tutti!

COMITATO PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO

Bassano del Grappa- Tezze sul Brenta

e-mail: Salute.Tezze@libero.it

Blog: http://SaluteTezze.Splinder.Com

Tel. 348.2339468

La serata verrà trasmessa in diretta su internet all'indirizzo: http://ustream.tv/channel/tricom

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giovedì, 10 gennaio 2008
Il processo sulle morti da Cromo a Tezze non deve essere archiviato.

Mercoledì 30 gennaio 2008 alle ore 10:15 davanti al tribunale di Bassano in via Marinali, 32
Verrà promosso un presidio al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica ma sopratutto i giudici rispetto all'udienza che si terrà lo stesso giorno alle 10:30 alfine di decidere se avviare il processo sulle presunte morti dei lavoratori della Ex-Galvanica di Tezze.

Ricordiamo che tra i lavoratori della Ex-galanica di Tezze vi sono stati 15 decessi per tumore al polmone con perforazioni delle mucose nasali e altro. I sintomi sono quelli di avvelenamento da cromo esavalente, il processo che si si auspica verrà iniziato (sono 7 anni che le famiglie che si sono costituite attendono) dovrà indagare su queste morti e fare loro giustizia.

Sembra ci siano forti interessi alfine di insabbiare le accuse mosse ai maggiori responsabili all'interno della Ex-Galvanica. Questo insabbiamento deve essere evitato e per fare questo bisogna essere presenti dentro e fuori l'aula del tribunale il 30 gennaio far capire ai giudici che la gente attende una giustizia che fin'ora non è arrivata.

Quindi chiediamo, come “Comitato in difesa al diritto della salute di Tezze” e come semplici cittadini desiderosi di giustizia per coloro che sono morti a causa del profitto di pochi e di uno sviluppo che non si preoccupa dei morti sul lavoro, di essere presenti in massa il 30 Gennaio davanti al Tribunale di Bassano del Grappa dalle ore 10:15.

Sotto riportiamo l'intervista -testimonianza della signora Bonan, vedova di un ex Lavoratore alla galvanica PM.

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