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martedì, 24 novembre 2009

Oggi si è tenuta, finalmente, l'ultima udienza per decidere se rinviare a giudizio gli indagati per le morti da tumore polmonare di 14 operai (solo questi sono stati riconosciuti dal GIP, ma sono molti di più nella realtà) avvenute all'interno della Ex-Galvanca di Tezze sul Brenta.

Il giudice delle indagini preliminari, avendo sostituito il precedente, si trova a studiare tutte le carte prodotte sin'ora, si è riservata di decidere nei prossimi giorni, ha ella stessa auspicato una decisione nel breve periodo.

Ora sul tavolo ci sono da una parte la perizia (del perito del tribunale) che additiva semplicemente il fumo come causa delle numerosi morti da tumore al polmone, tale perizia è stata stralciata dal giudice precedente, dall'altra parte ci sono le perizie di Enzo Merler, Prof. Celestino Panizza, Prof. Dario Miedico, Prof. Agelo Levis che vanno tutte nella stessa direzione, cioè rifiutano la tesi del fumo, mettono in evidenza l'enorme mortalità avvenuta all'interno della ex-PM Galvanica e fanno una disanima dei pericoli all'esposizione a vapori di cromo esavalente e altre sostanze cancerogene (Nichel-Cianuri e così vai ..) a cui gli stessi operai della Ex-Galvanica erano assoggetatti.

Oltre a tali perizie, ieri (23 novembre) ha avuto luogo la sentenza di primo grado del processo civile avviato da una delle famiglie deli operai morti.
Tale sentenza condanna Sgarbossa Adriano e Zampierin Paolo, per la responsabilità nel decesso dell'operaio, al pagamento di OTTOCENTOMILA EURO di risarcimento più le spese processuali (altri ventimila euro).
Aldilà della cifra esemplare che non riporterà ai propri cari la vittima di un luogo di lavoro mal gestito e in cui gli operai non erano sicuramente informati dei pericoli a cui erano esposti, la condanna (sebbene sia solo in primo grado) è di fatto una conferma che la via della giustizia deve passare attraverso un processo penale e non la sua archiviazione.
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giovedì, 19 novembre 2009
tribunale_light
24 Novembre 2009 ore 14:30 - Resa dei conti.


Dopo otto anni di attesa
Dopo molte udienze preliminari
Dopo molti incontri con la popolazione
Dopo innumerevoli volantinaggi e presidi
Dopo due respingimenti di altrettante richieste di archiviazione

Finalmente siamo alla resa dei conti, finalmente il giudice terrà una udienza dalla quale scaturirà una decisione definitiva che determinerà se procedere o meno con il rinvio a giudizio per fare chiarezza delle molte morti da tumore ai polmoni avvenute alla Ex-Galvanica di Tezze sul Brenta.

Il Comitato di difesa del diritto alla salute sarà ancora una volta presente con un presidio davanti al tribunale di Bassano e più che mai tale presidio sarà significativo della tenacia con cui il comitato assieme ai famigliari delle vittime persegue il risultato più ovvio, è cioè l'inizio di un processo che faccia chiarezza e dia quindi giustizia alle vittime e ai loro famigliari.

Invitiamo tutti quanti per una massiccia e attenta presenza:
Martedì 24 Novembre ore 14:30
Davanti al tribunale di Bassano del Grappa (Via Marinali)


Mandate le vostre adesioni all'indirizzo: Salute.Tezze@Libero.it
Oppure lasciate un commento al blog: SaluteTezze.Splinder.Com

Il comitato organizzatore:

Comitato di difesa del diritto alla salute nei luoghi di lavoro e della popolazione di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa


Cell: 329 6378993
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sabato, 14 novembre 2009

Riporto l'articolo apparso ieri sul Giornale di Vicenza a firma di Lorenzo Parolin.

IN TRIBUNALE. Lo ha stabilito ieri il giudice

Caso ex Tricom
Sul procedimento
si decide il 24

I tre scenari possibili: archiviazione, richiesta di nuove indagini oppure l’imputazione coatta

Dopo la decisione presa dal giudice ieri mattina di fissare per il 24 novembre un'udienza nella quale sia deciso in via definitiva il destino del processo che vede sul banco degli imputati la Tricom Galvanica di Tezze, con la riapertura delle indagini o con la loro archiviazione, si profila all'orizzonte un passaggio fondamentale della vicenda che a suon di carte bollate e processi dura da alcuni anni. La storia è nota nel Bassanese e ruota attorno all'accertamento delle responsabilità per i danni causati ad operai della Tricom dall'esposizione durante il lavoro a cromo esavalente e ad altri materiali pericolosi: una prima perizia si era, di fatto, conclusa con la richiesta di archiviazione, ma il suo successivo annullamento ha rimesso gli atti nelle mani del pubblico ministero, lasciando ipotizzare una riapertura della fase processuale affidata ai periti.
Fase peritale auspicata anche ieri mattina, prima della pronuncia del giudice arrivata attorno alle 12, dai referenti del Comitato per il diritto alla salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, costituitosi ad hoc e impegnato da alcuni anni a chiedere la soluzione della vicenda Tricom: la riapertura della perizia, come hanno spiegato i portavoce del sodalizio riunitisi ieri in presidio di fronte al Tribunale contemporaneamente all'incidente probatorio, oltre a togliere il processo dal binario morto sul quale era finito, avrebbe anche ridato fiato alle azioni in sede civile, consentendo di evitare la prescrizione incombente per la primavera 2010. Nulla di tutto questo, però, nella decisione del giudice, che di fatto non riapre una semplice fase del processo (quella appunto di competenza dei periti) ma, occupandosi delle opposizioni alla richiesta di archiviazione, riapre il processo tout court. Una decisione inattesa e salutata con favore dai rappresentanti del Comitato e dall'avvocatessa che tutela gli interessi delle persone offese, Patrizia Sadocco, e che riporta l'iter procedurale sui suoi passi, riattivando una serie di possibilità legate alla fase delle indagini.
Una volta revocata la precedente ordinanza del gip Morandini, sono tre, infatti, le strade che si prospettano percorribili nell'udienza del 24: la richiesta di archiviazione, con conseguente chiusura della vicenda, la richiesta di nuove indagini o addirittura l'imputazione coatta, che vincoli il pubblico ministero a procedere riaprendo così a tutti gli effetti il processo.L.P.

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giovedì, 12 novembre 2009
StriscioneOggi (12/11/2009) c'è stata l'udienza che avrebbe dovuto designare il nuovo perito del tribunale (CTU) in modo da ripartire, tramite un nuovo incidente probatorio, con l'iter burocratico per decidere se far partire questo benedetto processo che deve dare giustizia a chi è morto e ai famigliari delle vittime.

Il giudice ha deciso di non designare alcun nuovo perito e ha richiesto per il
24 novembre 2009 una nuova udienza dalla quale, finalmente, si deciderà il rinvio a giudizio o meno.

Questa decisione accelera di fatto l'iter decisionale e quindi indica la prossimità di una pietra miliare che implica una attenzione molto particolare.


Il comitato di difesa del diritto alla salute era presente, come sempre, davanti al tribunale con i famigliari delle vittime, ex lavoratori, amici, striscioni e altri comitati solidali, per far sentire la propria presenza e la proria attenzione.


Il comitato chiede una massiccia presenza anche per il 24/11/2009 alle ore 14:00 in modo da  far capire che la questione è ben lungi dall'essere dimenticata.

 
Vi aspettiamo quindi il
24/11/2009 alle ore 14:00
Tribunale di Bassano del Grappa
in Via Marinali

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giovedì, 05 novembre 2009

SI RIAPRE LA POSSIBILITA’ DI OTTENERE GIUSTIZIA

PER I MORTI DELLA TRICOM GALVANICA


In febbraio di quest’anno la procura di Bassano delo Grappa aveva richiesto nuovamente l’archiviazione dell’inchiesta sui lavoratori morti alla Tricom.
Una storia interminabile che dura da anni e sulla quale non si vuol far luce.
Centinaia di testimonianze di familiari, enti preposti alla salute, medici legali confermano senza ombra di dubbio il legame che esiste tra le condizioni di lavoro nella Tricom e la morte dei lavoratori.
Noi del Comitato per la salute nei luoghi di lavoro e nel territorio assieme ad alcuni familiari delle vittime non ci siamo arresi; anche di fronte all’ultima richiesta di archiviazione ci siamo mobilitati con presidi, assemblee e con una manifestazione.

Questo ha certamente influito sulla decisione di non archiviare.

La perizia che sosteneva l’archiviazione giudicata “superficiale” “sbrigativa” “incoerente” è stata annullata e ne è stata ordinata un’altra: Gli atti sono rimandati al PM che procederà all’incidente probatorio che si terrà il 12 novembre 2009 alle ore 11.00 al Tribunale di Bassano.

RITORNA LA NECESSITA’ DELLA MOBILITAZIONE

Si riapre quindi la possibilità dell’apertura di un processo a carico dei dirigenti della Tricom per la morte degli operai a causa dell’esposizione a cromo esavalente e altri materiali pericolosi.

Un processo che deve rendere giustizia a questi operai ammazzati due volte: sul posto di lavoro e sulla non giustizia che li ha accompagnati in tutti questi anni.

Un processo che non è solo per loro ma per tutti quelli che subiscono, che hanno subito e che subiranno gli effetti dell’incuria sulla sicurezza nei posti di lavoro, venduta in nome del profitto per pochi a scapito della morte di molti lavoratori.

IN UN PERIODO COME QUELLO CHE STIAMO ATTRAVERSANDO CON I POSTI DI LAVORO SEMPRE PIU’ PRECARI, MOBILITARSI A SOSTEGNO DI QUESTI LAVORATORI E’ IMPORTANTISSIMO

INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE

AL PRESIDIO A SOSTEGNO DELLA RIAPERTURA DEL PROCESSO

GIOVEDI’ 12 NOVEMBRE 2009 ALLE ORE 11.00

DAVANTI IL TRIBUNALE DI BASSANO DEL GRAPPA Via Marinali


Comitato per il diritto alla salute nei luoghi di lavoro e nel territorio

SaluteTezze.Splinder.com email: salute.tezze@libero.it


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mercoledì, 04 novembre 2009

Pubblico su Youtube i due spezzoni di un pezzo dello speciale di Tempi Dispari "Lo stivale dei veleni" in cui si parla diffusamente di alcuni inquinamenti presenti in Italia, tra cui quello di Tezze.

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domenica, 01 novembre 2009
vicenzapiùDal giornale "VicenzaPiù" si può leggere un bell'articolo sulla tragedia di Tezze sul Brenta.

Riporto l'inizio dell'articolo ed il link in calce per continuare la lettura

Le morti "nere": processo al Nordest

Di Luca Matteazzi

 Articolo pubblicato sul n. 169 di VicenzaPiù da ieri, sabato, in edicola a 50 cent e da oggi, domenica, in distribuzione gratuita in numerose punti cittadini (vedi elenco dei principali su Punti di distribuzione nel box a destra) e scaricabile in pdf sempre dal box qui a destra. 

 

Dalla Calabria al bassanese, due indagini della magistratura
si concentrano sui possibili legami tra lavoro in fabbrica e decessi di operai

 

La Marlane di Praia a Mare (www.sciroccorosso.org)

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Due storie lontane centinaia di chilometri, eppure unite da una sottile linea nera. Nera come il colore della morte. Perché quello che accomuna Praia a Mare, piccolo paese affacciato sul mare di Calabria, e Tezze sul Brenta, sono due indagini sulle storie di operai che sarebbero morti a causa delle condizioni in cui erano costretti a lavorare. Due esempi di "miracolo industriale" che si trasforma, nel silenzio e nell'indifferenza generali, in incubo. Il primo è il caso della fabbrica calabrese della Marlane, che a fine settembre ha portato ad una serie di avvisi di reato per omicidio colposo e disastro ambientale per quattordici persone; il secondo è quello della ex Tricom Galvanica di Tezze, da anni al centro di indagini per l'inquinamento delle falde acquifere e per i decessi di alcuni lavoratori. In tutti e due i casi ci sono di mezzo veleni, tumori e complicati percorsi giudiziari. E in tutti e due i casi c'è qualcosa di vicentino.

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sabato, 31 ottobre 2009

Lunedì 2 Novembre su Rai news24 alle ore 21:30 ci sarà uno speciale di "Tempi Dispari" che parlerà dei veleni d'Italia e si parlerà (spero diffusamente) del caso di Tezze sul brenta, del veleno sversato e delle morti che reclamano giustizia.


Rai News 24 è visibile tramite:
Canale Sky 506
Decoder Digitale terrestre

Tv streaming Intervet live
Web tv

Per maggiori Informazioni su altri modi di vedere  RaiNews24 andare su wikipedia
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sabato, 24 ottobre 2009
Giovedì 22 Ottobre 2009 è uscito sul "Magazine" del corriere della sera un articolo, a firma di Agostino Gramigna, in cui vengono esposte alcune vicende relative alla Ex-Tricom di Tezze sul Brenta.

Per la realizzazione di questo articolo il giornalista ha si  è documentato molto bene, prendendosi molto tempo, infatti il contatto con il sottoscritto (Emanuele Bonin) risale a  Martedì 13 Ottobre. La delusione quindi è stata molta quando ho letto un articolo la cui forma cerca di premiare i politici e non di mettere in evidenza i fatti così come obbiettivamente sono accaduti.

Durante la lunga telefonata ho spiegato benissimo tutta la vicenda giudiziaria, sopratutto ho spiegato del come la vicenza giudiziaria sia rimasta aperta grazie al continuo interessamento del comitato di difesa del diritto alla salute e di alcuni famigliari delle vittime  che si sono messi di traverso per ben due volte impedendo che le istanze di archiviazione andassero a buon fine e di come si possa quindi ancora parlare di un processo per dare giustizia a chi è morto e ai famigliari delle vittime che hanno perso i loro cari.
Il comitato non ha mai cercato riflettori mediatici per fare pubblicita fine a se stessa o per promuovere una parte politica piuttosto che un'altra, ma solamente in funzione dell'ingiustizia che si stava perpretando.
La verità comunque va perseguita in tutte le sue forme e da quell'articolo si evince (erroneamente) che chi stà lottando da anni per avere giustizia sia la politica e non dei cittadini che non hanno alcuna intenzione di cavalcare politicamente la vicenda.

In ultima analisi, non per parteggiare politicamente ma per mettere in evidenza il senso unico che l'articolo sembra aver imboccato, la politica si è affacciata più volte a questa vicenda e se la prima interrogazione regionale risale a Mara Bizzotto (5 aprile 2003), non si è minimanete accenanto al fatto che da allora ad oggi non ci sono stati altri interessamenti da parte sua (se non per risolvere un caso inerente Lega nel Febbraio 2009, http://salutetezze.splinder.com/post/19908705/Invito+ad+esprimersi+per+imped), mentre anche altri politici si erano interessati alla vicenda, il deputato europeo Iles Braghetto nel novembre 2008 ha portato la vicenda in europa con una interrogazione, l'onorevole Borghesi a giugno del 2009 ne fece una a livello nazionale e l'Ex- Magistrato Felice Casson nel novembre 2009 con il quale il comitato fece una assemblea.

Emanuele Bonin
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sabato, 03 ottobre 2009
Il settimanale Terra! di canale 5 ha scelto la Ex-Galvanica di Tezze come luogo simbolo per lanciare i propri servizi dedicati ai "Veleni",  Titolo scelto per la prima puntata della nuova serie del settimanale.
Sotto troverete l'inizio della puntata.
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